Oggi affrontiamo l’argomento degli scontrini di pagamento e della documentazione delle spese aziendali.

L’uso delle carte di credito aziendali, in particolare delle più recenti “smart card” che permettono controlli in tempo reale della spesa, si sta diffondendo in modo esponenziale. E con le carte “smart” si diffonde l’uso delle mobile app ad esse associate che le aziende fintech mettono a disposizione dei loro clienti.

Chi utilizza queste carte di pagamento aziendali ha un’esperienza utente del tutto nuova, che parte con la notifica push della transazione effettuata che arriva sul cellulare in pochi secondi e prosegue con l’arricchimento dei dati (o per meglio dire dei metadati) per la classificazione della spesa. Per concludersi con la foto dello scontrino o della fattura (di cortesia, ndr) che viene caricata sull’app e associata alla spesa.

Ma in molti casi mi risulta che questo semplice, moderno ed efficiente processo induce i dipendenti a credere che gli adempimenti amministrativi sono terminati una volta premuto l’invio sul cellulare.

Purtroppo non è così. E le aziende dovrebbero informare in modo corretto i loro dipendenti sul fatto che, ai fini amministrativi e fiscali, occorre sempre farsi rilasciare “idonea” documentazione. Ora vediamo meglio di cosa si tratta.


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