Con provvedimento n. 73203 del 4 aprile 2018 emanato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono stati indicati i mezzi di pagamenti che tutti i titolari di partita IVA potranno usare per gli acquisti da carburanti a decorrere dal primo luglio 2018 ed è stato altresì chiarito che i mezzi di pagamento ammessi sono validi ai fini dell’IVA delle imposte sui redditi.

I dubbi chiariti dall’Agenzia dell’Entrate

La “svista” del legislatore è stata quindi sanata e superata dal provvedimento citato. C’erano infatti dubbi sul livello di concreta semplificazione amministrativa che verrà introdotta con il passaggio alla fatturazione elettronica per l’acquisto dei carburanti dal primo luglio; ma anche dubbi relativi alle forme di pagamento “tracciabile” da utilizzare obbligatoriamente per detrarre l’IVA e dedurre i costi dai redditi.

La necessità di chiarimenti in merito alle forme di pagamento dei carburanti ammesse dalla normativa fiscale derivavano innanzitutto dal disposto della Legge di Bilancio 2018 (L. 205 /2017) che al comma 923 dell’art.1 ha introdotto una modifica al decreto IVA aggiungendo che:

“L’avvenuta effettuazione dell’operazione (di acquisto carburanti, ndr) deve essere provata dal pagamento mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, o da altro mezzo ritenuto parimenti idoneo individuato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate “

Si era quindi in attesa di sapere da parte dell’Agenzia delle Entrate quali fossero gli altri mezzi di pagamento ritenuti parimenti idonei per detrarre l’IVA.