Una buona notizia dal Collegato Fiscale per il recupero IVA dalle note spese

In sede di conversione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148 (il Collegato Fiscale alla Legge di Bilancio), il Senato della Repubblica ha apportato vari emendamenti tra i quali è presente una modifica alla normativa delle Comunicazioni IVA che risolve un problema per tutti coloro che utilizzano le fatture riepilogative per recuperare l’IVA sulle spese di vitto e alloggio derivanti da trasferte del personale e indicate nelle note spese. Il testo di legge è il seguente:

Con riferimento all’adempimento comunicativo di cui all’articolo 21, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122:

a) … omissis ..

b) in luogo dei dati delle fatture emesse e di quelle ricevute di importo inferiore a 300 euro, registrate cumulativamente ai sensi dell’articolo 6, commi 1 e 6, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695, è in facoltà dei contribuenti trasmettere i dati del documento riepilogativo. I dati da trasmettere comprendono almeno la partita IVA del cedente o del prestatore per il documento riepilogativo delle fatture attive, la partita IVA del cessionario o committente per il documento riepilogativo delle fatture passive, la data e il numero del documento riepilogativo nonché l’ammontare imponibile complessivo e l’ammontare dell’imposta complessiva distinti secondo l’aliquota applicata.

La buona notizia è da confermare in via definitiva a seguito degli ultimi passaggi legislativi (è in votazione alla Camera dei Deputati nel momento in cui scrivo), ma possiamo ritenere che ragionevolmente la norma non verrà ulteriormente modificata.

Come si è originato il problema sull’uso delle fatture riepilogative IVA

Tutti sappiamo che l’Amministrazione Finanziaria è interessata a ricevere e richiede periodicamente dati e informazioni sulle operazioni attive e passive effettuate dalle imprese (e non solo). Negli ultimi anni la trasmissione di questi dati avveniva tramite il c.d. Spesometro, strumento recentemente soppresso e sostituito dalla comunicazione Dati Fattura.

Per chi volesse maggiori dettagli sull’origine della norma, riporto quanto si legge nel Provvedimento Agenzia delle Entrate del 27 Marzo 2017: “l’articolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, ha modificato l’articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e ha inserito – in tale ultima disposizione – un nuovo articolo 21- bis. Il nuovo articolo 21 del decreto-legge n. 78/2010 modifica il previgente obbligo di trasmissione dei dati delle operazioni rilevanti ai fini IVA razionalizzando una serie di adempimenti comunicativi verso l’Agenzia delle entrate e stabilendo la trasmissione telematica di alcuni dati di tutte le fatture emesse, nonché di quelle ricevute e registrate, e delle relative note di variazione.”

A parte l’oggettiva difficoltà di comprensione dei vari riferimenti incrociati alle varie norme (sigh !?), la sostanza è che da quest’anno c’è stato un nuovo modo di comunicare al Fisco tutti i dati delle fatture emesse e ricevute. Fin qui nessun problema, senonché è stato chiesto come ci si deve comportare nel caso in cui le fatture emesse e ricevute di piccolo importo (la Legge dice inferiori ai 300 euro) vengano registrate ai fini IVA come fatture riepilogative. In questi casi infatti ci si avvantaggia di una semplificazione consentita (e, per quanto riguarda le note spese, persino suggerita) dalla normativa che permette di risparmiate tempo e costi di registrazione di ogni singolo documento. Va da sé che quando si usano le fatture riepilogative, in contabilità non ci sono quindi le anagrafiche dei clienti e/o dei fornitori con tutti i dati fiscali relativi. La semplificazione serve proprio ad evitare il data entry ….

Purtroppo, in assenza di una specifica previsione di legge relativamente a questa fattispecie, l’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 1 del 7 febbraio 2017 ha ricordato a tutti i contribuenti che:

L’articolo 1, comma 3, del d.lgs. n. 127/ 2015 e le regole tecniche definite con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 ottobre 2016 stabiliscono che le informazioni da trasmettere riguardano le singole fatture emesse e ricevute. Tale regola riguarda anche le fatture attive e/o passive di importo inferiore a euro 300,00 per le quali è data facoltà di registrazione attraverso un documento riepilogativo (articolo 6, commi 1 e 6, del decreto del Presidente della Repubblica 9 dicembre 1996, n. 695): conseguentemente, anche per tali tipologie di fatture, indipendentemente dalla modalità di registrazione, è obbligatorio comunicare i dati relativi ad ogni singola fattura.

Sino ad oggi, o meglio sino all’entrata in vigore della Legge di conversione del D.K. 148/2017 (Collegato Fiscale), tutte le aziende che hanno raggruppato le spese di vitto e alloggio derivanti da note spese in un unico documento mensile di riepilogo, hanno dovuto comunque procedere con il caricamento dei dati analitici nel proprio gestionale o comunque in un elenco da inviare con la comunicazione Dati Fattura. Gran parte del beneficio del recupero IVA su alberghi e ristoranti in nota spese per molti è stato così vanificato.

Ma con l’introduzione della norma rettificativa citata, si potrà tornare alla “normalità” precedente. Ovvero tutte le spese di vitto e alloggio di importo unitario inferiore ai 300 euro che sono inserite in nota spese possono essere gestite con una singola fattura riepilogativa che sarà oggetto di inoltro all’Amministrazione Finanziaria come unico documento.

Informazioni minime da trasmettere con la comunicazioni Dati Fatture

La nuova previsione normativa non prevede, al momento, alcuna complicazione per quanto riguarda l’inserimento delle fatture riepilogative IVA nelle comunicazioni Dati Fatture. Le informazioni richieste appaiono davvero minimali e si limitano, facendo il caso delle note spese in cui con la fattura riepilogativa rileviamo le prestazioni ricevute, ai seguenti dati:

  • partita IVA dell’azienda (il committente)
  • data del documento riepilogativa IVA
  • numero del documento riepilogativo IVA
  • imponibile totale (distinto per aliquota)
  • imposta totale (distinta per aliquota)

Sembra davvero che, soprattutto per le aziende che hanno adottato sistemi di forte automazione del processo amministrativo dei rimborsi spese, l’impatto negativo della comunicazione Dati Fattura sulla gestione dei documenti riepilogativi IVA per le spese di vitto e alloggio sia stato completamente eliminato. Infine, deve anche essere ricordato che ci troviamo di fronte ad una “facoltà” del contribuente, che può quindi scegliere se effettuare una trasmissione di dati analitici (fattura per fattura con tutti i requisiti ordinari) qualora i processi interni siano già stati adattati in questo senso.