E’ stata pubblicata la Risposta n. 388 data dall’Agenzia delle Entrate ad un contribuente che ha proposto interpello in tema di note spese e scontrini digitali. E da più parti mi è stato chiesto: è stata confermata la possibilità di buttare gli scontrini delle note spese ? se faccio la foto dei giustificativi e li carico sull’app delle note spese, non devo più tenere gli originali ? se la nota spese in PFDF e i file .jpg dei giustificativi sono inviati in conservazione come già facciamo per il libro giornale, siamo in regola ?

Che le note spese (e i giustificativi) si potessero gestire in un processo interamente digitale non è una novità. Le regole per farlo correttamente ci sono da tempo. Anche se per alcuni aspetti, relativi in particolare all’applicazione pratica delle norme tecniche, sarebbe interessante avere l’autorevole parere dell’Agenzia delle Entrate.

Purtroppo invece il parere o per meglio dire i pareri (considerando anche quello che è stato pubblicato con Risoluzione N. 96/E/2017) espressi dall’Agenzia delle Entrate sono veramente poco utili, per gli addetti ai lavori, a fare chiarezza definitiva su alcuni punti essenziali. Ma non certo per responsabilità dell’Agenzia …

Fino a quando chi scrive gli interpelli formula le questioni affermando in premessa che il processo è conforme alla norma, l’Agenzia risponderà sempre allo stesso modo.

Nel caso recente viene dichiarato dall’istante (una società di consulenza) che viene garantita l’autenticità e inalterabilità dell’immagine al momento della sua acquisizione a sistema (in tema di giustificativi) e che poi la nota spese, dopo essere stata contabilizzata, viene inviata in conservazione sostitutiva con tutti gli allegati e i metadati. L’Agenzia delle Entrate, nella sua risposta, non può che prendere atto di quanto dichiarato e affermare che il processo descritto, se eseguito in modo conforme alla norma, va bene. Che altro potrebbe rispondere l’Amministrazione Finanziaria alla domanda “se io faccio esattamente come dice la normativa, sono in regola ?”. Certo che lo sei …

Tant’è che in un passaggio della risposta all’interpello l’Agenzia scrive che non è verificabile in sede di interpello la condizione di esistenza delle caratteristiche di conformità alla norma dichiarate dal contribuente.


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