Cos’è il “nuovo” Decreto Legislativo 127/2015

La fattura elettronica tra privati è disciplinata da un Decreto Legislativo, il n. 127 del 5 agosto 2015, che è stato emanato in attuazione di una Legge Delega del marzo 2014 che rimetteva al Governo la disciplina di norme “per la realizzazione di un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita”. Il D.Lgs. 127/2015 è entrato in vigore il 2 settembre 2015 e ad oggi è la norma di riferimento che stabilisce la facoltà per i privati di utilizzare il Sistema di Interscambio (d’ora in avanti anche lo SDI) per scambiare le proprie fatture secondo il modello già realizzato per le fatture alla Pubblica Amministrazione. Con la Legge di Bilancio 2018 è stata introdotto, a partire dal 1° gennaio 2019, l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati utilizzando lo SdI ed il modello di fattura PA. La modalità con cui il nostro legislatore è intervenuto sulla normativa è stata la modifica del testo originale del D.Lgs 127/2015 (peraltro già parzialmente emendato dal D.L. 193/2016 e dal Collegato Fiscale 2018). In una serie di articoli vedremo quindi come è cambiato il testo di legge sulla fatturazione elettronica con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018, facendo un raffronto tra la precedente versione e l’ultima revisione del “nuovo” Decreto Legislativo 127/2015.

l’articolo 1 d.lgs 127/2015 Vecchio e Nuovo

Nella tabella seguente viene riportato per comodità di raffronto il vecchio ed il nuovo testo normativo. Nella sezione del nuovo testo le eliminazioni sono barrate da una linea orizzontale e le aggiunte sono evidenziate in grassetto. Occorre tenere presente che per espressa previsione contenuta nella Legge di Bilancio 2018, tutte le nuove disposizioni si applicano alla fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2019 (ma con alcune eccezioni relative ai carburanti per autotrazione e ai subappaltatori della Pubblica Amministrazione per le quali le norme diventano operative dal 1° luglio 2018).

Articolo 1 – Comma 1

Vecchia Versione
A decorrere dal 1° luglio 2016, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti, gratuitamente, un servizio per la generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche. Per specifiche categorie di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto, individuate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le associazioni di categoria nell’ambito di forum nazionali sulla fatturazione elettronica istituiti in base alla decisione della Commissione europea COM (2010) 8467, viene messo a disposizione, anche con riferimento alle fatture elettroniche emesse nei confronti di soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 1, comma 209, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione previsto dall’articolo 4, comma 2, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, 3 aprile 2013, n. 55.
Nuova Versione
A decorrere dal 1° luglio 2016, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti, gratuitamente, un servizio per la generazione, la trasmissione e la conservazione delle fatture elettroniche. Per specifiche categorie di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto, individuate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le associazioni di categoria nell’ambito di forum nazionali sulla fatturazione elettronica istituiti in base alla decisione della Commissione europea COM (2010) 8467, viene messo a disposizione, anche con riferimento alle fatture elettroniche emesse nei confronti di soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 1, comma 209, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il servizio gratuito di generazione, trasmissione e conservazione previsto dall’articolo 4, comma 2, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, 3 aprile 2013, n. 55.

Articolo 1 – Comma 2

Vecchia Versione
A decorrere dal 1° gennaio 2017, il Ministero dell’economia e delle finanze mette a disposizione dei soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto il Sistema di Interscambio di cui all’articolo 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, gestito dall’Agenzia delle entrate, ai fini della trasmissione e della ricezione delle fatture elettroniche, e di eventuali variazioni delle stesse, relative a operazioni che intercorrono tra soggetti residenti nel territorio dello Stato, secondo il formato della fattura elettronica di cui all’allegato A del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, 3 aprile 2013, n. 55. A decorrere dalla data di cui al periodo precedente, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione del contribuente, mediante l’utilizzo di reti telematiche e anche in formato strutturato, le informazioni acquisite.
Nuova Versione
A decorrere dal 1° gennaio 2017, il Ministero dell’economia e delle finanze mette a disposizione dei soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto il Sistema di Interscambio di cui all’articolo 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, gestito dall’Agenzia delle entrate anche per l’acquisizione dei dati fiscalmente rilevanti, ai fini della trasmissione e della ricezione delle fatture elettroniche, e di eventuali variazioni delle stesse, relative a operazioni che intercorrono tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, secondo il formato della fattura elettronica di cui all’allegato A del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, 3 aprile 2013, n. 55. A decorrere dalla data di cui al periodo precedente, l’Agenzia delle entrate mette a disposizione del contribuente, mediante l’utilizzo di reti telematiche e anche in formato strutturato, le informazioni acquisite.

Articolo 1 – Comma 3

Vecchia Versione
Con riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto effettuate dal 1° gennaio 2017, i soggetti passivi possono optare per la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni, effettuata anche mediante il Sistema di Interscambio di cui all’articolo 1, commi 211 e 212, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. L’opzione ha effetto dall’inizio dell’anno solare in cui e’ esercitata fino alla fine del quarto anno solare successivo e, se non revocata, si estende di quinquennio in quinquennio.
Nuova Versione
Al fine di razionalizzare il procedimento di fatturazione e registrazione, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusiva- mente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio e secondo il formato di cui al comma 2. Gli operatori economici possono avvalersi, attraverso accordi tra le parti, di intermediari per la trasmissione delle fatture elettroniche al Sistema di Interscambio, ferme restando le responsabilità del soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio. Con il medesimo decreto ministeriale di cui al comma 2 potranno essere individuati ulteriori formati della fattura elettronica basati su standard o norme riconosciuti nell’ambito dell’Unione europea. Le fatture elettroniche emesse nei confronti dei consumatori finali sono rese disponibili a questi ultimi dai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate; una copia della fattura elettronica ovvero in formato analogico sarà messa a disposizione direttamente da chi emette la fattura. È comunque facoltà dei consumatori rinunciare alla copia elettronica o in formato analogico della fattura. Sono esonerati dalle pre dette disposizioni i soggetti passivi che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e quelli che applicano il regime forfettario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190»;

Note a commento delle novità introdotte

I punti salienti delle modifiche normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2018 all’articolo 1 del D.Lgs. 127/2015 sono sicuramente contenuti nel 3° comma, dove si stabilisce l’obbligo per tutti i titolari di partita IVA di emettere le fatture solo ed esclusivamente attraverso il Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate.

Il formato da utilizzare per inviare le fatture allo SDI è quello indicato nell’allegato A del Decreto 3 aprile 2013 n. 55 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ovvero, tecnicamente, il formato xml delle fatture per la Pubblica Amministrazione. Tuttavia viene anche detto che il decreto citato potrebbe essere modificato (e probabilmente lo sarà) per ammettere altri formati tecnici riconosciuti nell’ambito dell’Unione Europea (per approfondimenti si rinvia all’articolo Fattura elettronica italiana o europa ?).

E’ riconfermato, se ve ne fosse stato bisogno, l’utilizzo di intermediari abilitati per la trasmissione delle fatture allo SDI con la precisazione che la responsabilità finale è ovviamente sempre e solo in capo al titolare della partita IVA per conto del quale la fattura è stata emessa e trasmessa.

Poiché la scelta del Governo è stata, almeno per ora, quella di introdurre la fattura elettronica con un approccio tipo “big bang”, gli esoneri sono piuttosto limitati e le nuove disposizioni si riferiscono senza eccezioni anche alle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali privi di partita IVA. Tuttavia le fatture emesse nei confronti di questi ultimi dovranno essere messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate tramite i suoi “servizi telematici“. Il che vorrà dire che il consumatore finale dovrà autonomamente accedere al portale dell’Agenzia identificandosi tramite SPID o CNS.

Probabilmente già immaginando che non sarà certo agevole o possibile per tutti i cittadini utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per “scaricare”, ad esempio, le bollette delle utenze, è già stato previsto un obbligo da parte di chi emette la fatture di inviarne copia in formato elettronico o analogico al destinatario consumatore finale.

Per ulteriori approfondimenti, rinvio alla seconda parte dell’articolo in pubblicazione a breve.