In precedenti articoli abbiamo parlato dell’obbligo di legge che impone ad ogni imprenditore, anche individuale, l’adozione di strumenti o l’organizzazione di risorse per monitorare periodicamente lo stato di salute della sua attività. Ed abbiamo anche visto come per la prima volta non si chiede di fare verifiche a posteriori sulla base dei dati contabili, ma bensì si chiede di guardare in avanti ai probabili risultati della gestione.

Certamente se i risultati negativi del passato hanno già compromesso le possibilità di sopravvivenza dell’azienda, riducendo il patrimonio netto al di sotto dei minimi di legge o addirittura in terreno negativo, non c’è molto da guardare in avanti. Occorre avviare gli opportuni strumenti di allerta ed intervenire per sanare la situazione compromessa.

Ma quando il patrimonio netto è positivo e sufficiente, per verificare lo stato di saluto dell’impresa abbiamo visto che occorre calcolare il DSCR. Le sigle in genere non mi piacciono molto ed in questo caso ancora meno in quanto è l’acronimo del termine anglosassone Debt Service Coverage Ratio, che non brilla certo per chiarezza nella nostra lingua.

DSCR in buona sostanza significa indice di copertura dei debiti e misura la capacità di un impresa di ripagare i debiti finanziari contratti tramite le normali attività di gestione.

L’indice è positivo se superiore a 1 in quanto ne viene proposta la costruzione fatta in questo modo: al numeratore occorre indicare tutto il denaro in entrata dalla gestione caratteristica ed al denominatore tutto il denaro in uscita dalla gestione finanziaria.

Gli scadenzari dei crediti commerciali

Per calcolare concretamente il DSCR possiamo pensare di partire quindi dalla fonte primaria di entrata di denaro per ogni impresa: i crediti verso i clienti.

L’ampiezza temporale per il calcolo del DSCR che la legge sulla crisi di impresa ci chiede di prendere in considerazione è di 6 mesi. Nel caso dei crediti verso clienti occorre quindi estrarre dal sistema contabile uno scadenzario attivo per i 6 mesi successivi alla data oggetto di monitoraggio.

Poniamo di volere effettuare il monitoraggio degli indicatori di crisi al 31 gennaio 2020. Come prima cosa occorrerà accertarsi già prima della data di riferimento che le situazioni contabili clienti siano assolutamente aggiornate. Come fare ? Per tutti, la prima cosa da fare è predisporre le schede di riconciliazione bancaria di tutti i conti correnti. Solo così possiamo essere certi di avere trasferito negli estratti conto dei clienti tutti gli incassi. Per le aziende di minori dimensioni va detto che la contabilità clienti deve essere gestita a partite aperte, imputando correttamente le date di scadenza commerciale indicate in fattura e mantenendo in ordine tutte le transazioni con i corretti abbinamenti tra loro. Per le aziende più strutturate l’attendibilità delle situazioni clienti potrà beneficiare anche delle attività di audit in tutti i casi in cui i saldi a credito sono stati “circolarizzati” ed hanno ottenuto conferma direttamente dal cliente stesso.

Studio Semplice

Dalla situazione contabile aggiornata e corretta occorre passare allo scadenzario, una “vista” particolare della situazione clienti ordinata per giorni di scadenza dei crediti. In genere lo scadenzario clienti è suddiviso innanzitutto in crediti scaduti e crediti a scadere. E successivamente i crediti a scadere sono suddivisi per fasce mensili future.

Bene, ai fini del DSCR occorre in primo luogo riposizionare i crediti scaduti nei mesi successivi sulla base dei ritardi fisiologici di incasso dell’azienda (ad es. riba non ritirate con slittamento dell’incasso al mese successivo, ecc.). Analoga considerazione andrebbe fatta per i crediti a scadere nel momento in cui si ritiene che le scadenze contrattuali da fattura non rappresentino fedelmente l’andamento effettivo degli incassi.

Fatto questo, per il nostro calcolo del DSCR al 31 gennaio 2020 abbiamo costruito un prospetto che indica mese per mese, da febbraio a luglio, quanto incasseremo dei crediti in essere al momento dell’analisi.

Le previsioni semestrali di vendita

Ovviamente questo è solo l’inizio, perché dal 31 gennaio al 31 luglio ci saranno anche altre entrate di denaro derivanti dalle nuove vendite effettuate nel periodo. Quindi occorre per la prima volta discostarsi dall’approccio contabile e passare ad una visione gestionale. E’ di tutta evidenza che occorre conoscere le previsioni di vendita.

Per conoscere le vendite future l’azienda potrebbe avere predisposto un budget annuale mensilizzato. Si tratta certamente di un documento importante, ma occorre valutarne sempre l’attendibilità sia sotto il profilo del processo di valutazione e costruzione che sotto il profilo della tracciabilità degli scostamenti. In alcuni casi il budget delle vendite viene periodicamente aggiornato tramite previsioni, dette “forecast“, che tengono conto dell’andamento a consuntivo dei mesi precedenti. Si tratta naturalmente di dati più attendibili rispetto a quelli del budget annuale non revisionato.

Nel caso in cui non sia disponibile un attendibile budget delle vendite, l’azienda ed i suoi amministratori devono interrogarsi sull’andamento futuro dei ricavi. Partendo dall’andamento storico delle vendite in periodi analoghi, valutando eventuali variazioni intervenute nelle condizioni di mercato, tenendo conto del portafoglio ordini corrente, del backlog e dell’entrata ordini storica. Tutto ciò deve condurre alla stima delle vendite per i successivi 6 mesi.

Gli incassi delle vendite previste

Ottenuti questi valori, possiamo proseguire la prima fase di determinazione del DSCR con l’arricchimento contabile dei ricavi previsti: ci serve infatti conoscere il trattamento IVA stimato dei ricavi previsti (vendite nazionali iva ordinaria, vendite estero, ecc.), la suddivisione tra vendite B2B e vendite B2C (se l’azienda ha dei punti vendita al dettaglio ovviamente gli incassi sono contestuali ai ricavi) e chiaramente la suddivisione dei ricavi in base alla condizioni di vendita, per conoscere quanta parte del fatturato si prevede di incassare da 0 a 30 giorni, da 30 a 60 giorni, da 60 a 90 giorni, ecc.

A questo punto è sufficiente costruire una tabella a matrice degli incassi futuri suddivisi per mese che riporta sia i dati dello scadenzario attivo rivisitato che i dati del budget / previsione vendite per fascia mensile di incasso.

La tabella degli incassi totali previsti

La prima componente del numeratore del DSCR è stata creata. Al netto di qualche considerazione più tecnica sulla gestione delle anticipazioni bancarie su fatture (ricevute bancarie, sconto documentale, factoring, ecc.), è tutto qui. L’aspetto più sfidante della procedura, soprattutto nelle imprese di minori dimensioni, è probabilmente quello di sapere coinvolgere l’imprenditore nelle valutazioni di budget. Sarà compito dei responsabili amministrativi e dei professionisti vincere eventuali resistenze per introdurre una buona prassi che è sia obbligo di legge che controllo di gestione.


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